Monica Dovara

Istruttore Fise III livello e  preparatore di giovani cavalli

monica.dovara@gmail.com

Mi chiamo Monica Dovara, abito a Cremona e tralascio la mia età, posso solo affermare che sono passati parecchi anni da quando ….
arrivavo a malapena a vedere oltre lo steccato del campo ostacoli allorché mio padre, subissato dalle mie insistenti pressioni, che oggi per rimanere in tema definirei costanti e ritmiche, mi portò per la prima volta in un maneggio a vedere i cavalli. Sino ad allora erano stati soltanto i soggetti dei miei primi disegni: da quel momento questi stupendi animali sono divenuti una parte di me!
Dovettero passare ancora alcuni anni prima che io potessi realizzare il mio sogno: montare e partecipare ai concorsi ippici di salto ostacoli.
Grazie al mio primo istruttore, che mi insegnò non solo le basi dell’equitazione ma anche ad occuparmi della scuderia, a preparare e riassettare una lettiera, la “pratica di governo”, a conoscere e gestire l’alimentazione e soprattutto ad amare i cavalli, iniziarono già da junior i miei primi successi.
Fu proprio in quel periodo che mi resi conto di essere particolarmente attratta dai giovani cavalli e si delineò quindi in me il sogno di poter domare un puledro, insegnargli tutto ciò che avevo sino ad allora imparato e crescere insieme a lui per raggiungere non so quali obbiettivi.
Mi rendo conto solo ora che già a quel tempo cercavo, se pur inconsciamente, una relazione con i cavalli, al di là delle soddisfazioni che poteva regalarmi l’agonismo!
Dopo una decina d’anni abbandonai definitivamente il lavoro d’ufficio e manuale che avevo intrapreso in una ditta di verniciatura della carta ed in cui proprio non mi ritrovavo, per iniziare la carriera di istruttore federale di equitazione e far si che i cavalli diventassero oltre che la mia passione, anche il mio lavoro.
Facendo un bilancio della mia vita a contatto con questi meravigliosi animali, posso ritenermi soddisfatta: ho preso parte a numerosi concorsi ippici saltando categorie di 2° grado e raggiungendo risultati apprezzabili; la mia sete di conoscenza mi ha portato poi a partecipare a diversi stage federali e non solo, con prestigiosi cavalieri del salto ostacoli e del dressage; mi sono dedicata alla doma ed alla preparazione di giovani cavalli, ho fatto anche una discreta esperienza in campo allevatoriale presentando con successo qualche puledro, nato da una mia fattrice, alle rassegne nazionali

Di fatto oggi sono un istruttore F.I.S.E. che ha raggiunto il 3° livello e che cerca soprattutto di trasmettere la passione per i cavalli accompagnando junior e senior sia nell’agonismo sia in un semplice rapporto di conoscenza e di contatto con il cavallo. Grandi soddisfazioni le ho avute anche da alcuni miei allievi: una è divenuta essa stessa istruttore, un’altra è arrivata alla vittoria con la squadra della Lombardia e seconda assoluta individuale nei campionati giovanili a Roma al centro federale dei Pratoni del Vivaro, altri ancora hanno raccolto la mia passione per i puledri ecc…
Il fatto comunque che maggiormente ha dato una svolta alla mia vita, è stato l’avvicinarmi all’Horsemanship.
Ad un certo punto infatti, circa una decina d’anni fa, incominciai a farmi dei quesiti, mi accorsi che mi mancava una parte di conoscenza, molto importante, forse più della tecnica equestre.… e fu così che iniziò per me un viaggio che cambiò radicalmente la mia vita, e non solo con i cavalli!
Da allora ho frequentato diversi Horseman, ho studiato sino il terzo livello del programma Parelli e lavorato di persona con i migliori istruttori del P.N.H., letto tutto ciò che riguarda Monty Roberts apprezzando ciò che ha fatto per cercare di cambiare la mentalità della doma del cavallo in America ed in gran parte del mondo, John Lyon con il suo stupendo approccio con i cavalli, ed altri ancora meno conosciuti ma che in piccola o grande quantità hanno contribuito ad accrescere il mio bagaglio dell’Horsemanship.

Non posso negare che l’inizio fu abbastanza traumatico: gli Horseman che ho avuto modo di conoscere sono “cow-boys” o comunque montano, con la sella americana, cavalli Quarter Horse, Paint, Appaloosa e simili, ma soprattutto “pensano” e “vivono” il cavallo da cavalieri Western!
E’ vero che, al di la della razza, i cavalli, nascono comunque tutti “cavalli”, e siamo noi che li diversifichiamo mettendo loro una sella inglese o americana, tuttavia l’ambiente e la mentalità del cavaliere che monta all’inglese è un po’ diversa dal cavaliere Western. Mi ritrovai quindi all’inizio, in una situazione completamente diversa dal mio mondo del salto ostacoli, dalla tecnica equestre per come l’avevo appresa in precedenza, dalla gestione dei cavalli ospitati in confortevoli box con guardaroba di coperte stagionali per ogni esigenza, ecc ….
Fu la confusione più totale ….
Quando finalmente ebbi finito di elaborare tutte le informazioni, mi resi conto di aver trovato un modo nuovo per relazionarmi con i cavalli che mi regalava sensazioni che nessuna competizione mi aveva mai dato!
Istintivamente ed inconsciamente sapevo ciò che andavo cercando e finalmente nell’ Horsemanship ho trovato gli strumenti per dare forma ad un puzzle fino ad allora incompleto.

Trovai anche un modo più concreto, forse più difficile ma senza dubbio più efficace, per insegnare alla persone ciò che è veramente importante per i cavalli. E, cercando la comunicazione con questi meravigliosi animali, mi accorsi che è soprattutto un lavoro su se stessi che porta le persone a migliorare la vita in generale, o meglio a diventare consapevoli della vita stessa e delle relazioni.
I cavalli sono lo specchio di noi stessi, e se li amiamo veramente ci possono insegnare, con la loro purezza, cose che nemmeno immaginiamo! Certo, solo se li amiamo veramente, non se li usiamo come mezzi per le nostre necessità spesso egoistiche, come purtroppo frequentemente accade soprattutto nell’agonismo: la chiave d’accesso a queste esperienze indescrivibili è solamente un amore profondo nei loro confronti.
Fu questo il motivo per cui alcuni anni fa mi allontanai dall’agonismo ed in parte anche dall’ambiente del salto ostacoli: la “gara” è ora diventata una sorta di competizione con me stessa, ogni qual volta posso dedicarmi con tranquillità ai cavalli, per riuscire ad interagire sempre meglio con loro, a sviluppare sempre di più le qualità dell’horseman, a condividere con loro sensazioni che posso assicurare essere di un intensità indescrivibile .…
Il mio sogno è quello di poter dare, a coloro che cercano le mie stesse emozioni o che si sentono pronti ad intraprendere un viaggio di conoscenza del cavallo diverso da quello che i tradizionali maneggi propongono, la mia esperienza di equitazione “classica” unita ai principi dell’horsemanship in modo da rendere più cavalli “felici” e creare maggiori stimoli a più persone affinché si avvicinino a questi meravigliosi compagni di vita, sia attraverso lo sport, sia in veste amatoriale, con il più profondo rispetto.